Message from Giancarlo Guzzardi
Anni fa, nella presentazione di una personale di fotografia (mia prima ed unica), scrivevo: "una fotografia originale è quella che al di là di perizie tecniche riesce a fissare sulla celluloide un'immagine presente nella mente del fotografo. Non sempre quindi è frutto di un progetto, di una ricerca, ma creazione istantanea attraverso l'esteriorizzarsi di una sensazione. Trasposizione, come passaggio da una situazione concretamente reale ad un momento sintetizzato e reso unico e irreale dal fotografo".
Anche oggi, credo che questo concetto rispecchi il mio modo di "vedere" e "sentire" la realtà, anche al di là dell'attività stessa del fotografare.
La fotografia è qualcosa d'altro per me, che va "oltre", forse l'unica cosa che riesce a "contenere" in qualche modo le mie senzazioni. Perchè le sensazioni e le emozioni non puoi catalogarle, metterle in fila, etichettarle; le sensazioni non hanno un punto di inizio né una fine... ed allora si mescolano, si confondono, si sovrappongono, prima e dopo "un viaggio".... così il viaggio inizia prima, molto prima di chiudersi la porta di casa dietro le spalle.
Il viaggio ha inizio e prosegue nella testa, lo vivi prima ancora di effettuarlo.
Il viaggio ha un "senso" diverso, se sai viaggiare con la mente.
Entrare in sintonia con un luogo, con una cultura, con tradizioni e costumi diversi è semplicemente un fatto di emozioni. C'è un flusso di vibrazioni tra noi e la realtà che ci circonda, sempre, in ogni momento; riceviamo e a nostra volta emettiamo vibrazioni. La realtà, così come la percepiamo, è la somma di ciò che esprimiamo e impressioni che riceviamo.
La stessa sensazione incredibile che ti lascia il gesto di accarezzare il corpo di una donna, la vibrazione nello sfiorare la sua pelle la senti dentro prima ancora di tendere la mano.
Così è nel viaggio. Perchè la fotografia è un infinito, fantastico viaggio.
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